Barbie nella casa di menzogne (e i bambini malvagi 💰)

Questo collage l’ho realizzato con una pubblicità di Barbie molto vecchia presa da un Topolino, e la scritta viene da “L’ipnotista” di Lars Kepler. Era una frase isolata dal resto, che spiccava, forse era un messaggio lasciato da qualcuno nella trama.

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Quando andavo alle elementari, ad un certo punto mi sono ritrovata a sperare che i raduni per giocare a Barbie con le amichette varie avvenissero il meno possibile a casa mia, perché ero quella che aveva tanti accessori, successe che due o tre volte, dopo le sessioni di gioco, quando misi a posto o rigiocai da sola… puff! Qualche vestito era scomparso. Mi ricordo soprattutto un abito bianco dal tessuto liscio sulla gonna, e lungo… a meno che tuttora non se lo sia inglobato la rotowood (altro reperto storico anni 90🔝), qualcuna me l’ha preso; poi ai tempi spesso venivano a giocare anche amiche occasionali o secondarie, “amiche di amiche” ecc, e non c’era da fidarsi.

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Parentesi collegata non malvagia: invece alle medie ho trovato pace in un trio unico e storico di giocatrici affiatate, dove queste cose non potevano esistere, e ci trovavamo a casa di chi poteva in quel giorno, prevalentemente da quella con la casa più grande, dopo la scuola, con gli zainetti “Mandarina Duck” o forse più probabilmente i tarocchi “Mandarancia Drink”, dove mettevamo i nostri bottini segreti e ci dirigevamo a giocare, alternando le Barbie al Mega Drive (io per lo più guardavo giocare, perché faccio schifo ai videogiochi, invece la mia amica era una bomba, tipo Mad Max di Stranger Things).

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Un’altra bambina bugiarda invece, che non frequento più ma non faccio il nome perché non si sa mai, ricordo come fosse ieri, che mi prese in giro, non so se con purezza o cattiveria, per una figurina. All’epoca stavo facendo tutto l’album di figurine della Sirenetta (altro film Disney che so quasi a memoria), e mi mancava solo una figurina, cioè quella della sorella azzurra di Ariel, che era all’inizio, di quelle trasparenti e sagomate. Non la trovavo mai. Dovrei avere ancora quell’album: da come la volevo, l’avevo persino disegnata come potevo nel suo spazio vuoto.

🐳

Fatto sta che niente, finì così, ma una volta, un giorno che con la classe stavamo uscendo dalla palestra, nel corridoio notai che sul retro di una sedia di legno c’era LEI, la figurina che mi mancava! Ero troppo timida all’epoca per andare lì a staccarla, e nel farla vedere alla mia amica, lei mi disse, quasi scocciata: “Ma se te ne ho date (non ricordo se disse due, tre o dieci)!!”. 😱 Non dissi niente ma no, non era vero, ero attentissima a queste cose, trovo tutt’ora assai improbabile una mia svista del genere visto quanto bramavo quella figurina, specialmente perché potrebbe magari essermi sfuggita una volta, ma due/tre/dieci no, è impossibile! Quindi, timbro da bugiarda a lei. 🎓

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Un’altra cosa che mi faceva fumare il cervello anche da un po’ più grandina, era quando al mare soprattutto, con bambini random giocavo a Uno, e a un certo punto cambiavano le regole “perché sì” o nel dubbio le inventavano, quando io oltre a saperle ero lì col foglietto (non sono mica tante le regole di Uno) e nel farlo notare passavo come minimo in sordina. Odiavo giocare così, tutti i casini derivavano dal bonus +4, che nessuno aveva capito come gestire, o sul saltare i turni o no dopo le carte cambio giro e +2. Ora non le ricordo bene le regole, ma in tre righe c’era scritto tutto, e soprattutto odiavo quando quasi si vantavano del loro giocare a caso perché “ma sì, tanto è un gioco!”.😬

33 Comments

  1. Carinissimo il collage! Io non ne so niente della Mandarancia Drink 😮 però ne so qualcosa delle barbie e degli accessori che sparivano!
    L’anedotto della figurina, mi è paiciuto tanto 😀

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    1. Che bello!! 😊💞
      Ahah mi sa che eri piccola all’epoca, era la versione tarocca della mandarina duck, una borsa zainetto che andava stra di moda😂
      Devo vedere se lo ritrovo l’album con la figurina disegnata 😂
      Le bambine ruba vestiti sono una piaga ovunque allora! 😑

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      1. Per curiosità, ho cercato questa borsa zainetto su Google, era carinissima ☺ .
        Adoro i “ritrovamenti archeologici” 😍😂 che la gente, comunemente, osa chiamare “ricordi”. Mi hai fatto venire in mente anche i miei album di figurine 😀 i mie erano quelli dedicati a Sakura, Heidi… e non ricordo più!

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    1. Ahah la conosco per la sua canzoncina xD non ricordo se l’avevamo… la rotowood è quel mobile con le antine scorrevoli in verticale, di solito sono marroni, come due piccole saracinesche che se alzi quella in alto scende anche quella in basso!

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  2. Io ero la bambina che rubava. Ho avuto una sola barbie comprata da mia madre in tutta la mia vita, e pochissime altre cose. Le barbie e le altre cose femminili le bramavo perché mi rendevano femminile e uguale alle altre (non è vero ma ci provavo) e quindi ho rubato diverse volte. Ma solo a chi mi prendeva in giro o era cattivo con me, mai senza motivo! Che bambina orribile 😀 La cosa della figurina mi ha fatto venire il nervoso. Dovevi prenderla!

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    1. Ciao!! ^_^ Che bello il tuo commento!
      Allora sei perdonata, rubavi per un giusto motivo e ai bambini da punire xD
      Anch’io anche se ero straviziata a livello di barbie, non mi sono mai sentita femminile, tutt’ora se mi metto a “essere più femminile” sono solo a disagio 😀 Ma tanto la vera femminilità è al di là di giochi o abiti, immagino concorderai con me 🙂
      Davvero guarda, quella figurina non mi è andata giù!! Ma ero timida in una maniera allucinante all’epoca X__X” Non l’avevo nemmeno preso in considerazione a momenti 😛

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  3. Le bambine ladre e manipolative! Ne ho conosciute, continuano da grandi. Una compagna di banco mi rubava le penne colorate e le teneva in bella mostra nel suo astuccio dicendo che erano le sue. Ne compravo di nuove e me le rubava di nuovo. Lo dissi a mia madre che mi suggerì di non comprarne più ed io feci così.

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  4. A me dava tanto fastidio quando, giocando a qualche gioco da tavolo, chi perdeva e doveva uscire dal gioco buttava all’aria tutto. Della serie “se non vinco io non vince nessuno”!
    Quanto mi urtava!!!

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