Un posto buio (e tracce audio dal passato)

mabu clear

Immagine: foto di mia madre quando era giovane
Parole: frase tratta da un romanzo, probabilmente l’Ipnotista di Lars Kepler.

Mia madre è morta nel 1995, aveva 44 anni. Io ne avevo dieci, avevo appena iniziato i primi giorni delle scuole medie.

Qualche tempo dopo ho ritrovato un’audiocassetta (chissà quante altre ne erano esistite) che avevamo registrato insieme quando ero piccola, nei lunghi pomeriggi molli, nel color carta da zucchero che filtrava dalle lunghe tende grevi e nel grigio della moquette della casa vecchia, col mio registratore giocattolo rosso e giallo della Fisher Price.

Poche immagini sono potenti e vaghe nella mia mente come i pomeriggi perduti di ogni era, buttati, nella melassa dell’inverno o dell’autunno, e i mobili marroni di legno, come fossero alberi in letargo con dentro tesori segreti, tenuti nascosti dal caos, come nel quadro “la voce del sangue” di Magritte.

Mi piace risentire questa cosa in tutto, anche nel presente, perché è uno stato senza tempo, alle basi del mondo. Lo immagino come la parte visualizzabile di ciò che Ramana Maharshi chiamava Turiya, o il quarto stato.

Ora quella cassetta la custodisco in una valigetta tipo 24 ore di pelle verde bottiglia, dove mia mamma custodiva ricordi felici. La tengo insieme ad altri oggetti storici, come oggetti sommersi, ma nel senso di sommersi nel tempo. C’è anche il corallo bianco che mi aveva regalato la mia amica Samantha di cui avevo parlato in precedenza.

Il giorno che ho ritrovato e riascoltato la cassetta, per tutta la notte non ho dormito. Forse ho dormito veramente pochissimo all’alba e basta. Avevo fatto dannare mio padre perché mi lamentavo di non riuscire a dormire, ma non gli dissi il perché ero agitata, né cosa avevo ritrovato. Non ricordo quanti anni avevo, ma ero ancora piccola, quasi sicuramente andavo ancora alle medie.

Quella cassetta negli anni dopo sono riuscita a digitalizzarla, almeno parzialmente (dovrei provare a vedere se c’erano altre parti chiare, all’epoca ho avuto paura di rovinarla e l’ho scandagliata poco), usando il microfono collegato a una scheda audio esterna.

L’audio registrato l’ho messo alcuni anni fa in questo video, e come immagini ho messo foto dei miei quaderni delle elementari e disegni, ma vorrei fare anche un video nuovo apposito, fatto meglio, quando avrò l’ispirazione giusta. Mi arrabbio subito con i programmi di montaggio, per questo ho fatto un video semplice.

91 Comments

    1. Che bello!! ;__; sei un tesoro 💕
      È così.. sono preziosi! Mi piacerebbe raccontare altro di mia mamma in futuro… sono stata spesso restia ma invece credo che ne valga la pena 🙂
      È vero, un po’ le somiglio! Anche molto a mio padre, sono un mix 😊

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  1. i ricordi -in particolare quelli legati agli affetti- sono graffi, spuntoni ai quali è difficile trovare un modo di collocazione, ma sono pur sempre tempo, origine e appartenenza, qualcosa che non ha spazio né dimensione, qualcosa a cui si cede volentieri il fianco.
    Ti capisco benissimo, quando mio padre morì io avevo 21 anni e lui 56. A ventuno anni si può pensare che si è ormai adulti, “ponti” ad affrontare la vita, ma non esiste età per affrontare un addio. E anche se ogni addio ha il suo peso specifico, un addio di tale portata non ha parametri da confrontare, nessuna misurazione o gradazione a cui “appellarsi”. E’ un distacco feroce.
    Io purtroppo ho solo qualche vecchia foto e le parole di mia madre.
    Mi piace pensare che la “sua” voce sia ancora libera, come lo era stata sempre, e che forse esiste insieme a quella del vento.
    Ti abbraccio e non ti nascondo che l’emozione nel leggere questa pagina è stata tanta, da brivido!

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    1. Che meraviglia il tuo commento, grazie! *–*
      Sicuramente puoi capirmi… anche a vent’anni dev’essere stato pesante il distacco! Mi ritengo fortunata ad avere molti ricordi, sicuramente i pochi che hai di tua madre sono preziosissimi per te, immagino…
      È bellissimo il pensiero sulla voce 💕
      Un abbraccio a te 😊

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      1. ogni tanto mi “attacco” a qualunque cosa pur di sentirlo e a volte mi pare veramente di riuscirci. Ma c’è una cosa che nessuno mi può togliere e che vedo ogni mattina quando mi guardo allo specchio, il mio sopracciglio sinistro ha una leggera deviazione, quasi a formare un “v” nella parte iniziale. Ed è esattamente come la sua. 🙂

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    1. Che bello, grazie davvero! *–* ❤
      All’inizio cercavo di evitare di pensarci, mentre da tempo la considero un’esperienza che è essendo stata inevitabile va presa come un tassello importante. Solo così posso godermi i ricordi sentendomi fortunata di averli vissuti 🙂
      Ti ringrazio tanto 💕

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  2. Non ce la faccio ad ascoltare.
    Ho perso mia mamma alcuni anni fa, avevo 37 anni, lei ne aveva 57.
    Ancora adesso la vivo come una forte ingiustizia, essere stata privata così presto di una presenza così importante.
    Quando ho letto i suoi 44 anni e i tuoi anni preadolescenziali mi sono sentita di m.

    Di lei ho solo foto, nemmeno molte, le guardo poco, preferisco parlare di lei alle mie figlie per farla rivivere.

    Quando morì mio nonno ricordo che avevamo un nastro in cui era incisa la sua voce che cantava con mio cugino e ogni volta tutti piangevano quando si ascoltava. Non vorrei avere nessuna incisione della sua voce, mi fa troppa paura.

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    1. Ciao! Grazie della tua storia *-*
      Ti capisco, anch’io per anni ho evitato di riascoltarla, e mi turbava, mi dava fastidio anche parlarne all’inizio. Ora lo faccio comunque poco, ma volentieri, per celebrare il tempo trascorso insieme. Fai bene a raccontare di lei!
      E se ci stai così male è perché le volevi molto bene, non è scontato…
      Nel destino breve dell’uomo vi siete incrociate 🙂

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  3. Ciao Sara. Io porterei la cassetta ad un tecnico che possa passartela interamente in formato digitale, e poi (se sai editare i file audio) potrai migliorarne eventualmente il suono o tagliare i pezzi che ti interessano.
    Io feci così con una vecchia registrazione da cinepresa a bobina, era il 1972. Il lavoro ottenuto è stato poi da me editato con pazienza e poi riversato su DVD, diventando un gradito regalo natalizio per genitori e parenti alcuni anni fa.

    K!

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    1. Sai che non ci avevo mai pensato? Grazie!! *–*
      La cassetta aveva molti buchi vuoti, ma anche solo per avere il suono più limpido ne vale la pena! Sicuramente poi appena mi metterò sul discorso del fare un video migliore! 👌
      Che bel regalo che hai fatto!! 😍
      Di filmini avrei un cd che non so dove sia finito, ma dovrei averlo.. l’avevo messo su un pc poi rotto.. ora venero gli hard disk esterni xD ma c’era poco di interessante ai fini del video.. comunque ho in programma di ricercarlo 😁
      Hai mai visto il film documentario di alina marazzi “un’ora sola ti vorrei”, che ha fatto il lavoro con molti filmini della madre che era morta giovane? È meraviglioso *–*

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      1. Ciao Sara, Per quanto riguarda la tua cassetta, sappi che di anno in anno l’audio si deteriorirà sempre più, se tu riuscissi al più presto a recuperarlo su file sarà così per sempre.
        Per quanto riguarda il mio filmino, fu davvero apprezzato il suo recupero su DVD: io ed i cugini eravamo molto piccoli, gli zii molto giovani. Purtroppo era privo di audio, perché le bobine erano solo video, non audio in quegli anni. La musica la aggiunsi io. Buona giornata

        K!

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      2. Ciao! Anche il cd con i filmini che ti dicevo ha l’audio aggiunto con delle canzoni! 😁
        Non lo sapevo, del deterioramento 😨
        Ho già chiesto al mio fidanzato di chiedere a suo fratello, che fa il tecnico del suono… sicuramente saprà aiutarmi! 🙂

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    1. Ho visto parte del video. Anch’io tendo a sguazzare nella nostalgia. Ho trattenuto le lacrime fino al minuto 1:05, quando ho letto: “Fare pasta al forn per Sara”. Mia madre è morta pochi anni fa, aveva l’Alzheimer. Ho pensato di creare qualcosa con vecchie foto di famiglia e con le immagini del suo cervello danneggiato dalla malattia; forse un giorno lo farò. Questi giorni sguazzo anche nella nostalgia presente nei libri di Sebald. In un certo senso il tuo video è stato come un’appendice dei libri di Sebald. No so perchè ho preferito di commentare qui, e non nel “presente”. Forse per essere coerente con il sentimento di nostalgia, o per il pudore di versare lacrime in pubblico.

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  4. Ho dato un’occhiata al video. Anch’io tendo a sguazzare nella nostalgia. Ho trattenuto le lacrime fino al minuto 1:05, quando ho letto: “Fare pasta al forn per Sara”. Mia madre è morta pochi anni fa, aveva l’Alzheimer. Ho pensato di creare qualcosa con vecchie foto di famiglia e con le immagini del suo cervello danneggiato dalla malattia; forse un giorno lo farò. Questi giorni sguazzo anche nella nostalgia presente nei libri di Sebald. In un certo senso il tuo video è stato come un’appendice dei libri di Sebald. Non so perchè ho preferito commentare qui, e non nel “presente”. Forse per essere coerente con il sentimento di nostalgia.

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    1. Wow, grazie ❤
      Mi dispiace tanto per tua madre, dev'essere stato bruttissimo anche perderla in quel modo… l'idea che hai per ricordarla è bellissima, portala avanti se ti va, è molto interessante *_*
      Scusa per il ritardo ma ho trovato questo commento in spam insieme ad altri!
      Ci starò più attenta… grazie ancora 🙂

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    1. Ahah quello era uno dei mitici maiali che disegnava mia nonna, dove ogni parte aveva una storiella a precederla! 😀
      Di mia madre non parlo praticamente mai, questo è l’unico post dedicatole, perché erano troppo preziosi quegli audio per non condividerli 🙂
      Ho anche alcune poesie scritte anni fa che posterò 😊

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      1. No no, sono io che non sono molto in forma, ma non l’avevo scritto qua 😀 Niente di grave comunque in teoria, solo disturbi costanti di cui non si capisce la causa che son tornati e dovrò fare esami sperando di capirci qualcosa!

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      2. Io invece oltre a non avere molto tempo in questo periodo sono anche in una fase in cui ho poco da dire e quel poco non lo dico perché penso non sia interessante!😔

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      3. Ho presente quella fase, fai bene a fare come ti senti! Vedrai che poi torna 🙂
        Ah ieri ho letto di una tua partenza in un commento, e non ti ho detto niente… viaggi molto? 🙂

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