L’albergo delle vacanze

carrel

Quando ero piccola sono andata alcune volte in vacanza in albergo a Gatteo a Mare. Ci andavo con mia nonna paterna, alcune volte ci andavamo anche per un po’ con mio papà. Lei andava sempre nello stesso albergo da anni. I miei genitori si erano conosciuti lì, perché mia mamma faceva la cameriera in quel ristorante.
Con mia nonna e mio nonno ci sono andata una o due volte quando andavo alle elementari, e dopo la morte di mia mamma e di mio nonno ci siamo andate insieme, negli anni in cui andavo alle medie, e forse anche dopo il primo anno del liceo, o anche il secondo.

Degli alberghi mi è sempre piaciuto il loro essere senza tempo, e sempre presenti negli anni, nonostante le modifiche strutturali. Qualche dettaglio rimane sempre. Mi piacevano i corridoi blu scuro ma con dentro una punta di bianco, di moquette, che portavano alle varie stanze come fosse un posto di Alice. E le scale buie, sempre blu, da cui una volta sono anche caduta. Molti dettagli erano in ottone.
Poi le piante al centro delle anticamere, nell’ombra, non guardate mai da nessuno. L’arredamento mi ricorda, anche se con meno sfarzo, il gusto delle case dove andava a indagare il Tenente Colombo.
Lungo l’ultima rampa di scale (l’ultima a scendere, la prima a salire), sulla sinistra c’era una porta nera, che era quella dell’appartamento privato del proprietario dell’albergo. Per me era un mistero assoluto, mistico.

Poi ho smesso di andare in vacanza lì (ho smesso di andare in vacanza in generale) perché non mi piaceva il dover mangiare non come volevo io, anche per le intolleranze alimentari, e perché non mi piaceva andare al mare, poi non potevo rimanere nella stanza oltre un certo orario perché venivano le signore delle pulizie. Avrei preferito pulire io pur di non averle lì, mi agitava il sapere che sarebbero entrate. Ora non lo sopporterei mai, o con moltissimo fastidio. Poi mia nonna era di carattere difficile nella convivenza, caratterialmente opposta a me. Pesci vs sagittario. Alla mattina prestissimo venivo svegliata dai jingle del meteo e dell’ora esatta del TG5 a intervalli regolari.

Negli ultimi anni facevano vedere i film Disney nel primo pomeriggio, nelle stanze e nella tv principale nella hall. Preferivo vederli lì, seduta ai divanetti. Ho visto più volte Hercules, che non avevo mai visto prima. Mi ero accorta che avevano due diverse fantasie di copricuscini per i divanetti, che cambiavano a rotazione. Ma non li vedevo mai mentre li cambiavano.

Spesso facevo delle passeggiate da sola nel paese, in piazza o nella via principale, e nei negozietti, evitando la spiaggia. In un negozio che vendeva souvenir e cose d’argento, avevo fatto amicizia con la proprietaria, che era giovane. Non so come finimmo a parlare di musica, e scoprimmo di avere gusti simili. Prima che tornassi a Milano mi fece una cassetta con un mix di canzoni grunge e anni ’90 in generale belle, e una con “Where You Been” dei Dinosaur Jr, che ho ancora. Le piaceva la voce di J Mascis. Li ho conosciuti così, e sono tra i miei gruppi preferiti. Drawerings era la canzone preferita della mia amica.

Immagini del collage: fotocopia di una pagina de “Il grande libro dello spazio” e disegno da una rivista vintage di uncinetto.

60 Comments

  1. Che bello questo racconto, a me ha colpito molto la parte sugli alberghi, visti come luoghi senza tempo… è vero, sembrano non cambiare mai, fino a quando sono troppo discordanti con l’evolvere dei tempi… 🙂

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    1. Che bello!! *-* Grazie del commento!
      Anche a me piacciono i ricordi, perché sono simili ai sogni; li hai descritti bene con il termine “dipinti”, come con le sfocature date dalle pennellate: a volte più a fuoco, altre più diluite…

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  2. Ciao Sara. Io sono andato per molti, moltissimi anni a Cesenatico.
    Io: pelle bianca, che odia il sole, con l’eritema sempre in agguato, con la mal sopportazione del calore…. ma alla fine ci andavo per incontrare gli amici dell’anno prima, per cazzeggiare insieme a loro, per starmene al bar con ghiacciolo e juke box mentre loro magari si crogiolavano al sole. Stupende le foto di gruppo con loro abbronzati ed io in maglietta, pantaloncini e pelle delle braccia bianche come neve.

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    1. Ciao! Eri nella stessa zona mia allora! ^_^
      Anch’io ho la pelle delicatissima e chiara, come dicevamo da te l’altro giorno non sopporto il sole… solo un anno ho provato ad abbronzarmi, e dopo l’inevitabile eritema, in un mese sono diventata semplicemente del colore della gente normale, per poi tornare subito bianca appena tornata a casa 😀 E anche io se potevo stavo vestita anche in spiaggia xD

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      1. Sì, si vede.. geniale se puoi stare anche in acqua!! 🔝 Poi per chi ha la pelle come noi è proprio controindicato il sole.. questa estate mi è stato tolto un neo, e consigliato di evitare il sole, o usare la protezione alta… ma sono creme pesantissime, preferisco non espormi proprio, anche perché non mi piace nemmeno il caldo, come dicevamo da te!

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      2. Vero!! ^_^ Una volta era anche una moda restare bianchi, e anche ora un po’ mi sa che sta ritornando… sarò tra i pionieri del ritorno dell’ombrellino parasole! Che ho scoperto che l’ombrello è nato così, prima che per la pioggia! 😀

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