Le avventure di Barbie abduction episodio 1: dialogo dallo psicologo

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Barbie viene creata in circostanze misteriose. Elementi del collage: pubblicità di Barbie e dei Masters (I dominatori dell’Universo) sul Corriere dei Piccoli.

Questo collage è l’idea da cui tutta la saga di Barbie Abduction ebbe inizio. È anche il mio preferito. Era da tanto che volevo usare le immagini dei giocattoli sulle riviste di quando ero piccola per farne qualcosa di artistico, e la scintilla è scattata con questa pubblicità di Barbie dal titolo “Una valigetta che diventa cameretta”, quando in realtà è una stanza di ospedale, con tanto di infermiera, come faceva capire anche la didascalia che era sotto al titolo. L’idea mi è venuta appena tornata a casa da un intervento questa estate (sono stata operata di appendicite), e forse l’esperienza appena vissuta ha aiutato la fantasia.

Ora voglio sperimentare anche un’altra idea su Barbie che non avevo ancora attuato: ossia il trascrivere dei dialoghi immaginari che può fare Barbie con il suo psicologo. Per me lo psicologo di Barbie è un coniglio di peluche Ikea, che tempo fa avevo vestito col pannolenci mettendogli un gilet verde scuro, un cappello sempre di quel materiale, e degli occhiali fatti col filo di ferro sottile. Per fare la seduta Barbie si siederebbe su un divanetto che mi regalò mia nonna, bianco coi cuoricini rosa, fatto a mano da una sua amica, che è un porta scatola di kleenex, di quelle che hanno anche gli psicologi, con la fessura per farli uscire, e la parte imbottita sopra con tanto di cuscinetti. Appena tiro fuori il coniglio faccio una foto a tutto.

Psicologo Coniglio: Buongiorno signorina, come mai è qui da me?

Barbie: Buongiorno dottor Coniglio, sa, non saprei, è che mi sto facendo delle domande…

PC: Riguardo a cosa? Mi dica.

B: È che mi chiedo, certe volte, mi chiedo chi sono, da dove vengo, da dove veniamo…

PC: E cosa pensa?

B: Non lo so! Nel senso: mi chiedo queste cose… e mi chiedo… ho dei ricordi… ricordi di macchinari… ma forse sono solo sogni…

PC: Si spieghi. (Sornione)

B: Allora, è che sa che ci viene raccontato, ciò che si sa insomma, è che una bambola nasce dal pensiero felice di una bambina, la sua BP, la sua bambina padrona, che con la sua fantasia fortissima la crea. E viene introdotta nella grande famiglia di bambole che quella bambina ha. Però…

PC: … (Silenzio. Guardò lontano, con le lunghe orecchie all’indietro fluttuanti)

B: Però sto facendo degli strani sogni, appunto. O mentre sono nella veranda meraviglia d’inverno, o mentre sono a fare shopping con Teresa. Mi vengono come dei flash. Mi ricordo di certe tenaglie, che mi prendono e mi alzano. Poi mi ricordo una cosa orribile, orribile! Sigh! Mi scusi… (Si alzò leggermente dal divano kleenex ed estrasse un fazzolettino -per lei gigantesco- per poi sedersi di nuovo, e soffiarsi il naso singhiozzante)

PC: (Cenno di assenso impercettibile, con occhi semi chiusi)

B: Come le dicevo… ora viene il brutto. Vedo me insieme a tantissime altre bambole IDENTICHE a me, stessi capelli, stessi vestiti, dentro come a delle teche trasparenti! Tutte col mio nome “Barbie” sopra! E siamo legate, testa, mani e piedi! Siamo messe a piramide, siamo decine e decine! Lo vedo chiaramente, riflesso in un bancone riflettente dove ci sono dei giocattoli. E vedo che accanto a noi, ci sono tante Terese! Ma come? Come dei cloni! Non lo so! Come è possibile? Io sono Barbie, poi c’è Teresa! E sì che ora capisco tutto… una volta a casa della mia bambina padrona è venuta un’altra bambina, e aveva una bambola che era uguale a me, solo che aveva capelli diversi, più mossi, e altri vestiti… ma era come me! Ma lei la chiamava Stacey… Ora che ci penso, quando parlano tra loro, anche la mia bambina padrona mi chiama Milly. Oh no, non ci capisco più niente!!! Quindi Barbie non è il mio nome, ma il nome della mia razza? Della mia razza di copie?

PC: (Visibilmente annoiato) E questa cosa, come la fa sentire, signorina?

B: Male, che non so più chi sono! E chi mi ha fatto! Chi ci ha fatte! Quindi ci ha fatte una macchina, un macchinario? In che modo? E il macchinario chi l’ha fatto? Una bambina? Un genitore della bambina? E chi ha fatto i genitori della bambina? E chi ha fatto il mondo? Mi aiuti, signor Coniglio!!! (E scoppiò in lacrime, piegandosi col busto sui cuscini e stropicciando il fazzoletto nuovo che spuntava dal divano)

PC: (Attese sornione, affinandosi i baffi con una manina grigia e dalle lunghe unghie)

B: Lo so, lo so, cosa mai mi potrà dire? Cosa sono venuta a fare? Tanto lo so, che nemmeno le interessa! A nessuno interessa! Ma ora come faccio, come faccio a far finta di gustarmi il tè nel salotto magia delle feste? Cosa dirò a Ken? E a Teresa e Midge? Come farò a passare il tempo con loro? Non posso certo raccontar loro tutto, ma che poi non ne sono nemmeno così sicura, magari sono solo miei incubi, mi prenderebbero per pazza! …Ma le domande restano! Quelle oh, se restano! Anche se fosse tutto solo un sogno mio! Perché allora, anche se mi avesse creata la mia BP, chi ha creato lei? Un’altra BP? Mi dica qualcosa!

PC: L’incontro è finito. Pensa di voler prenotare altre sedute? Può farmelo sapere entro la fine della settimana.

B: Non lo so, boh! Ora come faccio? Mi dica qualcosa!

PC: Non sta a me poterle dare consigli. Il mio ruolo è un altro…

B: E quale? Le sapevo già le cose che mi ha detto… e in realtà non mi ha nemmeno detto niente! Poi sento tutto tirare, chiunque mi ha creata, o cosunque, mi ha progettata col sorriso sempre stampato! Teresa è più fortunata, lei ha la bocca chiusa. Anche Midge. Possono essere sia felici che tristi. Io devo sorridere per forza, e quando non mi va dentro di sorridere, mi tira tutto! Mi fa male! Ma che cosa significa poi il dentro? Oh, cielo…

PC: Signorina, probabilmente è un disturbo psicosomatico. Lei è troppo stressata. Non è certo, ma probabilmente con dieci sedute i suoi disturbi potrebbero migliorare. Sono 100 Euro per oggi. Non si senta forzata a continuare, mi faccia sapere per le eventuali prossime sedute. (Vibrarono i baffi sotto agli occhiali, e si sollevarono leggermente le labbra leporine, per un attimo, sopra ai grandi incisivi.)

❤ …Le avventure di Barbie continuano, ogni primo lunedì del mese! ❤

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Una vecchia foto dello Psicologo Coniglio, che ama definirsi un coniglio di un certo calibro.

46 Comments

    1. Ahah 😂 non saprei, c’è quel dubbio che ho anche avuto con gli psicologi che ho provato 😂😂 sono sicura che ne esistano di bravi, ma non mi è mai andata bene… meriterebbero un capitolo a parte, anche se già il coniglio li riassume un po’ 😁
      Oddio, è vero.. nella pubblicità, Barbie è la paziente o l’infermiera? Anche dalla descrizione che c’era pare proprio l’infermiera… diceva che si potevano curare le persone! Invece nel mio racconto è la paziente, perché anche lo psicologo
      Coniglio è tra i giocattoli della bambina, come in toy story 😁

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      1. Vado subito a leggere!
        Io ne ho provati tre, il peggiore è stato il primo, ti dico solo che sono sicura facesse dei micro sonnini post pranzo mentre parlavo xD
        Ma in generale non mi sono mai trovata bene perché è proprio il concetto di parlare a qualcuno a cui giustamente non importa di te, pagando, senza un metodo certo, dove in tutti quelli che ho provato dovevo parlare a ruota io… mi facevano solo sentire scema in quel contesto, e andandoci l’ultima volta ho capito che non ne avevo realmente bisogno/non più di loro/non così… a quel punto sì, molto meglio il dottor coniglio! xD

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      2. Io mi trovai bene una decina di anni fa con una psicologa appena laureata/specializzata. Sembrava davvero mi capisse e avesse a cuore i miei progressi. L’ultimo, invece, pur esperto mi dava nervoso, per lui l’unica soluzione era la pastiglietta.

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      3. Dopo l’ultima esperienza, interrotta per mia volontà, non ho fatto altro e non sto cercando nulla.
        Tuttavia devo fare una visita dal gastroenterologo e in seguito, se lui mi dirà che possa servire, dovrò – ahimè – ricominciare.

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