La tremenda legge

blucarts

Come Rol, anch’io ho individuato una tremenda legge, ma in questo caso è una legge tra umani, più precisamente tra umani diversi tra loro, di carica opposta o con differenze sostanziali.

La tremenda legge funziona così: se una persona è di natura mite e gentile, tutto ciò che farà verrà preso dagli altri come scontato, ovvio, come fosse il suo compito e basta. Solo i pochi altri miti e gentili non se ne approfitteranno. E al suo primo non essere gentile o non fare qualcosa (magari perché si è stufata di essere data per scontata) la persona mite verrà presa per egoista.

Al contrario, se una persona è di natura ferina e prepotente, non farà mai quasi niente di buono per gli altri, e questo verrà preso da loro come scontato, giusto, come fosse la sua natura e basta. Ma appena, per tornaconto personale o per un guizzo casuale di magnanimità, questa persona farà una minima cosa buona, o apparentemente buona, subito verrà acclamata come altruista ed eroica per sempre.

Aggiungo che per me, in questa legge è il terzo fattore (la gente mediocre) ad essere quasi peggio del secondo (la gente ferina). Perché è la gente mediocre che per numero assale i gentili, e promuove i prepotenti, in ogni ambito della vita.

58 Comments

    1. Ciao! ^_^ Ecco, siamo in due :/
      A volte finisco per sentirmi in colpa di essere troppo buona, ecc, oppure quando cerco di farmi valere più di quanto farei (nel mio mondo ideale non sarebbe necessario arrivare a doversi “far valere”) sono a disagio perché non è quella la mia natura, e mi dà proprio fastidio… ed è brutto constatare che sia il gioco dell’umanità da secoli, e che probabilmente lo sarà per secoli.

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      1. hai proprio ragione… in più come fai notare nell’articolo appena cerchiamo di farci valere un “minimo sindacale” siamo pure egoiste 😤

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      2. Giàà, è quella la cosa più assurda! ò__ò
        Sarebbe molto meglio un “Anche se hai ragione io sono più forte/influente di te, quindi comando io e arrangiati” piuttosto che un “Povero/a me, come sei egoista, pensi solo a te stesso/a!” oppure l’odiatissimo “Non guardare gli altri, non si fanno paragoni” con fare biblico, se fai notare una palese ingiustizia u.u

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  1. classico esempio di omologazione di un tipo di persona
    se ti vedono tondo rimarrai tondo per sempre., anche se cercherai di diventare quadro
    solo quando ci si trova tra simili ci si sente al sicuro e a proprio agio
    a questo punto la cosa migliore da fare e fare della propria indole il proprio pregio
    e chi ci vede diversamente si fotta
    🙂

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    1. Hai ragione!!
      Conosco alcune persone che da anni, per inezie, si sono fatte una certa idea di me dal nulla, e potrei essere anche l’opposto di così ma non cambieranno mai idea…
      E hai ragionissima sul discorso dei punti di forza… meglio non reprimere la propria indole, ma valorizzarla, almeno tra i pochi che la possono apprezzare 🙂 Altrimenti questo sistema tende a deprimere, e non è giusto!

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      1. Verissimo! Non ha senso fingersi diversi da ciò che si è, sia perché verrebbe a galla, sia soprattutto perché non si sarebbe mai felici!
        L’unica “maschera” che a volte metto (oltre quella da topo, non so se hai visto le foto nei post precedenti xD) è quella un po’ più freddina quando ho a che fare in modo obbligato con persone che so che non sono affini a me, per preservarmi un po’, ma è comunque difficile in questi casi.
        Per il resto, credo che una delle cose più importanti della vita sia fiorire il più possibile nell’essere sé stessi! 🙂

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      2. un po’ di elasticità ci vuole sempre per non finire come delle statue di marmo, in termini di empatia
        basta non dimenticarsi il proprio volto una volta che mettiamo giù la maschera o il velo che abbiamo indossato
        il resto è solamente volersi bene e non rinnegarsi

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      3. Esatto!! Bisogna cercare di capire in fretta chi si ha davanti! Per quanto mi riguarda è molto più difficile con persone con cui non mi trovo e che conosco da tempo, con le quali ho settato male le cose all’inizio.

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      1. si da sempre per scontato che chi dia, debba dare sempre. IO ricordo quando ero alle medie mi portavo sempre la merenda. Solitament eun panino con gli affettati o la nutella. Accadeva che come suonava la campanella tutti quanti, come avvoltoi, si fiondavano verso di me a chiedermi un pezzetto del mio panino. Ed io mi sentivo come quelle vecchiette che danno da mangiare ai piccioni, pezzo a pezzo davo via il mio panino e a me non rimaneva piu’ niente. Passati 3 anni, stufa di questa situazione, quando arrivo’ il passaggio alle superiori decisi di operare un cambiamento di rotta, avrei fatto questo esperimento: non mi sarei piu’ portata la merenda! Avrei iniziato anche io ad elemosinare. La morale e’ che non portandomi la merenda finivo per mangiare di piu’ e nemmeno dovevo star la’ a sentirmi in colpa se ” distribuivo pezzi troppo piccoli”, o se ” il panino non bastava per tutti”…

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      2. Che bello il racconto, come dare da ai piccioni ahah xD
        Hai fatto benissimo a cambiare metodo! Non pensavo si potesse mangiare addirittura di più! xD
        Ti capisco anche sui sensi di colpa assurdi ç__ç

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  2. Hai ragione da vendere, ho subito personalmente questi atteggiamenti sui luoghi di lavoro riguardo la disponibilità ad assumere compiti o responsabilità scomode che non mi competevano. Ero diventata l’animale da soma, e i fancazzisti di turno se la godevano con uno stipendio pari o superiore al mio, perché il lavoro che svolgevano meglio era quello di leccaculo.

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    1. Sento un sacco di racconti così, da troppi… e proprio per questa dinamica è anche difficile ribellarsi o farsi sentire… si rischia di fare solo peggio x_x Ogni persona mite, che sia nel lavoro, o in famiglia, o in altri contesti sociali, subisce questa cosa, è bruttissimo :/

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      1. Quando ho iniziato a far notare errori grossolani compiuti dal figlio del proprietario dell’azienda, che nel frattempo aveva sostiuito il padre, ho perso il posto di lavoro che avevo da 14 anni.

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      2. Mi dispiace 😦
        Io faccio solo ripetizioni… dico “solo” solamente perché sono poche ore rispetto a un lavoro normale, ma per il resto mi piace molto!
        Ma da tutti gli amici che fanno lavori normali sento storie assurde, ad esempio la mia migliore amica a Capodanno e il 31 è dovuta andare a lavoro col febbrone perché era sicura che se stava a casa poi gliela facevano pagare… non è giusto :/
        A me invece queste dinamiche succedono con famigliari, parenti e conoscenti, o persone del passato con cui ho fatto alcuni lavoretti!

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      3. A causa di soprusi subiti durante l’infanzia e l’adolescenza, nella vita privata ho imparato a farmi rispettare per bene. Purtroppo sul lavoro è impossibile se non ci sono altre fonti di reddito. :-/

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      4. Già… Fai bene! Io ci sto provando, è tra i primi posti delle mie intenzioni nella vita, ma è sempre un po’ difficile e spiazzante… più che nei rapporti nuovi, dove in base a tutte queste cose cerco di impostare meglio possibile le cose, è con quelli che ho da anni e con cui non mi trovo né posso ancora distanziarmi che faccio fatica, perché li ho fatti partire “male” essendo stata stra malleabile all’inizio ò_ò

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      5. Già… la cosa difficile è che se si deve convivere per forza con alcune persone, è molto più difficile farlo litigandoci o troncando i rapporti, per come sono io ci sto male; però sto male anche nel lasciar correre alcune cose per il quieto vivere… è un casino xD Ma l’importante credo sia riconoscere le dinamiche e fare ciò che si può…

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      6. Sara, serve coraggio e molta forza per restare in equilibrio. L’esperienza personale mi ha insegnato a contare innanzitutto su me stessa ed essere indulgente in giusta misura verso chi dimostra la vera intenzione di scambiare affetto. Talvolta si può far male anche donando amore.

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      7. Hai ragione! Può succedere in vari modi, anche in famiglia… per esempio mia nonna da piccola per il volermi bene mi ha messo un sacco di terrori “per proteggermi”, che mi hanno solo rallentata in tutto e da cui ci sto mettendo anni a uscire!
        Oppure mi è capitato con persone che volevano mettersi con me senza nessuna base minima, dal nulla, e lì capii subito che cercavano solo “qualcuno a caso”, e per me non c’è offesa peggiore che essere vista con banalità 😀 E se invece non era per quel motivo, peggio ancora, era inquietante O_O”

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  3. Concordo e condivido! Anche perchè sono ovviamente anch’io del girone degli sfigati sempre gentili e buoni col prossimo. Giusto nell’ultimissimo anno ho cominciato un pochino a dire qualche no e smettere di fare molte delle cose che facevo spontaneamente per gli altri. Il bello è che alcuni neanche se ne sono accorti, e gli altri che se ne sono accorti hanno addirittura avuto il coraggio di rinfacciarmelo, come se fosse scontato e d’obbligo. Non dico che con questo nuovo atteggiamento sono rimasta del tutto sola, ma quasi: sono poche le persone che mi hanno accettata nonostante io abbia smesso di chinare sempre il capo, e questo mi ha mostrato chiaramente chi meritasse di condividere con me la vita coi suoi momenti felici e non. Perchè deve essere sempre così complicato?! ^_^

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    1. Ciao!! Proprio così… perché per chi è gentile anche gli altri sono sicuramente gentili, e non c’è la concezione del doversi difendere. è questo il casino!
      Non mi piace che si debba lottare per tirando fuori dei lati più duri che altrimenti non avremmo… anche perché è difficile proprio farlo per me!
      Bisogna cercare l’equilibrio migliore possibile… ma potrebbe essere tanto semplice! 😀

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      1. Beh…io sono uno di quelli che si potrebbero definire buoni ma che gli altri al più vedono come dei fessi oppure non vedono proprio…poi appunto capita che magari mi incazzo e apriti cielo…quindi figurati se non lo condivido…

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