Due aforismi

aia
Elementi del collage: fotografia di mia nonna da giovane con persone sconosciute e parte di libro “Il grande libro dello spazio” fotocopiato.

Questi due aforismi provengono dal mio smartphone. Li avevo scritti in questi mesi, insieme ad altre frasi e note, come pensieri sulla vita scritti in modo criptico con dei miei codici e abbreviazioni, appunti e spunti vari per articoli, note di persone da vedere o da chiamare, e liste della spesa. Quando mi viene in mente una piccola cosa da non perdermi, la scrivo nelle note del telefono. Ogni tanto faccio pulizia delle note già usate e non più utili, o di quelle che non mi piacciono più. Oppure quelle più lunghe ed importanti le tolgo da lì per mandarmele via e-mail da sola. Ma queste due frasi restano sempre, allora le trascrivo anche qui.

Il dolore impacchettalo, e trasformalo in mattoni da ardere, se vuoi respirare.

Tutto è uguale, o molto simile, sotto a Turiya.

Turiya, che ho già nominato altrove, è chiamato anche “Il quarto stato”.

turyia

43 Comments

      1. A me è successo con la galleria di foto una volta… ho lanciato il telefono 😂😂😂
        Le ho parzialmente recuperate ma in formato scarso… da allora cerco di salvarmi subito le cose più importanti, nel caso delle note mi mando un’email da sola 😅

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    1. Ciao! ^_^ Turiya secondo l’Advaita Vedanta (che tra tutte le varie correnti filosofiche indiane è la mia preferita) è lo stato che sta “sotto” e che comprende tutti gli altri stati (sonno, veglia e sonno senza sogni). Quindi la immagino come un “sottofondo” a tutto ciò che esiste, una dimensione dalla quale tutto il resto prende forma. Quindi, secondo questo concetto (che non so ovviamente se sia “vero”, ma che trovo poetico) tutto ciò che esiste è una proiezione su questo schermo infinito, che è alla base dell’esistenza.
      Perciò in questo senso cambia poco come si sia come proiezioni, ossia il proprio nome, corpo, problemi, stati emotivi… perché ci si ricorda che si è parti indistinte di un tutto infinito. Che si chiami poi Turiya, Matrix, Dio, Universo, ecc, poco cambia. Turiya lo preferisco perché tra le varie spiegazioni che ho trovato lo trovo il termine più stimolante, e con tante altre idee interessanti che ne derivano! Ramana Maharshi ne parla molto ed è il mio pensatore indiano preferito 🙂

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  1. Belle! La prima mi ha ricordato “Soffocare” di Chuck Palahniuk (sassi da prendere e spostare, riempirne la casa fino a quando non decide di usarli per una costruzione). La seconda è criptica 😉
    Per gli appunti… io non riesco a rinunciare al quadernetto micro da tenere in tasca, o in borsa, per tutti i motivi scritti su: non importa quanto cerchi gli appunti, non trovarli sarebbe tremendo.
    🙂

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    1. Io non uso più gli appunti cartacei, salvo rari casi, perché poi mi ritrovo con un sacco di carta da far la cernita e ho poco spazio ecc… con gli appunti su telefono poi cancello via via le cose fatte o trascritte, nel caso di cose poetiche! 😀

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