All’ipermercato (una vecchia poesia ritrovata)

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Nei giorni scorsi mi sono dedicata molto al repulisti di vecchi quaderni e fogli dove avevo scritto negli anni scorsi, durante una mia crisi d’ispirazione. O meglio dire di motivazione, perché di fatto avevo comunque scritto tanto, ma non riuscivo a dare senso a ciò che scrivevo.

Il risultato fu di molte pagine pesanti e noiose, non creative ma come teoriche, con ragionamenti inutili a livello estetico. Ho dunque buttato tutti questi quaderni e fogli, ma prima li ho vagliati uno ad uno, in cerca di eventuali perle da salvare.

Era talmente tanta roba che sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa di interessante, ma lo metto in conto, perché è un sacrificio valso a tirar fuori e riordinare almeno la maggior parte degli scritti salvabili.

Se per timore di perdere per sempre qualcosa (nel secchio bianco della raccolta della carta) avessi rimandato di continuo questa operazione, non avrei mai riscoperto questa ed altre poesie.

So che altri avrebbero magari estrapolato gli scritti più belli tenendo comunque tutti gli altri fogli e quaderni, ma per come funziona la mia mente creativa ciò sarebbe stato impossibile e ne avrei solo sofferto, come di un disordine insensato.

Ho così riscoperto alcune brevi poesie migliori del resto, buttate lì senza quasi farci caso, nonostante lo stato d’animo con il quale scrivevo. Allora le ho quindi tutte strappate o prese e selezionate, collezionandole in un raccoglitore porta listini. A breve ne pubblicherò qui un piccolo best of.

Ma oggi voglio intanto pubblicare questa poesia, che in tutta l’ardua rilettura è stata sicuramente la mia riscoperta preferita, perché più inattesa.

Nell’ultima parte ho trovato molte analogie con le idee della prima puntata di Barbie Abduction, anche se quando l’ho scritta non ricordavo minimamente l’esistenza di questa poesia. Si vede che è un’immagine per me ricorrente, così come lo sono gli ipermercati nei miei sogni ed incubi (vi racconterò anche di questo).

Il testo non l’ho ritrovato come testo scritto a mano su un quaderno, ma in una serie di fogli stampati.

Facendo poi qualche ricerca nelle cartelle-discarica-random del mio computer ho ritrovato il file da cui l’avevo stampata. Nel titolo c’era anche scritto “lavagna”, e ho quindi dedotto, con un vago ricordo, che questa poesia possa essere stata scritta sulla lavagna, e che prima di cancellarla l’abbia appunto trascritta (e forse fotografata, ma non ho ancora trovato la foto).

Così oggi la condivido qui:

stamattina vorrei andare

all’ipermercato

e comprare un po’ di senso

in che forma sarebbe?

in bottiglia?

in fagioli?

in panetto?

non esiste il senso?

non ce l’hanno in catalogo?

qual è il senso

di nascere per morire

come tante cellule pensanti

di quale organismo?

perché?

al fine solo di creare

una magia?

siamo solo un gioco di prestigio

l’illusione vedere/bellezza/dimenticare?

per lo spettacolo di chi?

chi è spettatore si divertirà?

non so se siamo bravi clown.

 

chi ci ha creati

come bambole

sullo scaffale?

apparentemente

tutte uguali

ma che invece

la bambina

distingue molto bene.

83 Comments

  1. ogni tanto mi prende il trip di andare leggere cose che ho scritto in passato e spesso, molto spesso, mi chiedo perchè le ho scritte e come mai fanno così schifo
    sono pochi gli scritti in cui mi ritrovo adesso
    non è un dramma. anzi, testimonia il mio continuo cambiamento

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      1. Vero!
        Ma tutti propedeutici all’evoluzione, perché in quel presente servivano, e ora servono a capire i cambiamenti e a ridefinirci sempre!
        Poi in realtà, come vedrai anche in altri scritti vecchi che posterò, mi va anche bene tenerne alcuni “di cui non sento più quel significato preciso”, ma che risultino comunque belli artisticamente!
        Quindi ben venga le testimonianze degli stati passati, ma a patto che abbiano un loro perché formale! 🙂

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      2. Proprio così!! ^_^
        Il repulisti è servito proprio a questo! Così da anche tenere ciò che ha ancora per me valore estetico o di senso!

        Ah, poi pubblicherò un mini reading di queste poesie trovate, ricordi l’idea che mi avevi dato parlando su Instagram? Era tanto che non lo facevo! Non sono brava, ma mi diverte! 😀 Lo vedrai 🙂

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      3. ti dico questo: ad una amica mando dei messaggi vocali con i capitoli di fantarigò. all’inizio mi sentivo un deficiente a parlare nel cellulare leggendo il testo sullo schermo. ora mi sento a mio agio e ci metto pure la musica in sottofondo 🙂

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      4. Che bello! 😀
        Ma sì, infatti, bisogna osare! 😀 Sarebbe un peccato trattenersi per inutili complessi!
        Poi è giusto valorizzare di più le capacità maggiori, ma perché non divertirsi?
        Io come sottofondo ho scelto il rumore bianco 😛

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  2. Io non avrei buttato via nulla, lo avrei tenuto stipato da qualche parte (sempre se fosse possibile farlo).
    Riguardo la poesia: in effetti le analogie con il mondo di Barbie sono evidenti, probabilmente è un pensiero per te ricorrente.

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    1. Vero, è una mia immagine ricorrente!
      Eh, capisco cosa intendi, ma io ho da una parte la fobia dell’effetto “sepolti in casa”, e dall’altra, avendo già buttato in blocco scritti vecchi anni fa in una sessione simile (per non parlare delle poesie di quando ero piccola perdute), non potrei comunque collezionare davvero tutto dall’inizio.

      Poi ho proprio bisogno di buttare ciò che reputo mentalmente “passato” a livello creativo, salvo appunto le cose che sono uscite bene! Anche perché era roba davvero messa in disordine, mi angosciava tenerla.

      Poi ho questa teoria malsana: quando morirò, nessuno deve trovare certi sgorbi tra le mie cose! xD Almeno dove posso, limito i danni 😛

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      1. Ahahah! Nel mio caso ci sono rimasta sotto quando è morta mia nonna accumulatrice seriale, ero piccola ma ricordo bene lo sgomento nel dover sgombrare quella casa, da lì ho iniziato a non conservare niente 😅

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      2. Idem, mia nonna che ho ancora, anche lei lo è stata fino a poco tempo fa, ed è principalmente vedendo lei che ho il terrore di accumulare le cose! xD
        Qualcosina tengo, ma sempre vagliando bene tutto! Dedico un po’ di spazio alle creazioni, alle piccole collezioni… ma se vedi il mio armadio, credo di avere minimo in terzo del vestiario/scarpe/borse che ha una mia coetanea media! xD

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  3. Bello scritto 😀

    Io in passato ho scritto un bel po’ di poesie e storie sui vecchi blog che avevo e poi è andata a finire che ho perso tutto un po’ per mie distrazioni e un po’ per guasti vari. Non ho mai stampato nulla né salvato su dischi vari, e forse è meglio così 🙂

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      1. Hanno adempiuto sì a loro tempo 🙂

        Se ritorneranno alla mente? Non lo so, ma di sicuro se mai dovesse accadere questo ritorneranno in un’altra forma diversa dall’originale 🙂

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  4. “Imbrogliare le carte, / far perdere la partita. / E’ il compito del poeta? / Lo scopo della sua vita?” (G. Caproni). Ecco: è stato bello leggerti. Credo che la questione del “senso” immaginato e attribuito sia una questione esistenzialmente centrale. Spero che tu possa continuare a “imbrogliare” le mie carte, con l’intelligente sensibilità che ti contraddistingue.

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    1. Wow, che meraviglia il tuo commento, ne sono onorata! *__*
      In tutto ciò c’è anche il tuo aver colto “il senso”, è parte dell’operazione! 🙂
      Concordo, il tema del senso è proprio centrale anche per me… solo ponendomi la questione lo posso vedere!
      La citazione non la conoscevo… è stupenda! Grazie *-*

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  5. Wow che belli questi ritrovamenti!
    Io faccio parte della categoria dei conservatori seriali, tengo sempre tutto, anche i fogli scritti per poche righe e abbandonati, anche i testi che ora non mi rappresentano più 😀

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    1. Grazie mille!! *___* ❤
      Uaaah, non potrei mai concepirlo di tenere tutto! :O
      Ma dall'altra parte vorrei saperlo fare, sarebbe bello avere ancora proprio tutto tutto!
      Ormai non tengo molto perché ho iniziato a buttare ciclicamente in giovane età, quindi ormai la collezione totale non la potrei più avere!
      Così sicuramente potrai tirar fuori delle belle perle sepolte! *-*

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  6. Mi fai sorridere e mi fai pensare, cara Sara. Proprio ora ho scritto un post dove le mie inquietudini sono le parole e trovo parallelamente che anche il tuo post abbia incentrato, in maniera trasversale, l’ansia di scrittura. Bella la tua poesia. Un caro saluto.

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  7. Che brava, anche io vorrei avere la volontà di buttare qualcosa ogni tanto, ma ogni volta che ci provo fallisco clamorosamente! A parte questo, complimenti, la poesia è molto bella 💚

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    1. Grazie mille! *–* 💕
      Anche a me piange un po’ il cuore nelle sessioni di repulisti (anche di vestiti o oggetti), ma poi la voglia di ordine prevale ed entro in modalità spietata! 😅
      Mi motiva il fatto che così poi posso dare spazio e valore alle cose da tenere che preferisco! 😀

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      1. Sììì! 😀
        Mi sono ricordata che da piccola mi iniziò ad ispirare un articolo su un Topolino, che mi ero anche ritagliata e forse avrò da qualche parte…
        Si intitolava “Come uscire dalla fossa dei serpenti” xDD

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  8. Ciao Sara. Ci vuole più tempo a scorrere i commenti che a leggere il post😆 Non sapevo nemmeno fossi tu ma gia ti seguivo. Se sto qua e’ perché ti leggo a stecca. Nice*

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  9. Ma come si può fare una cernita o pulizia degli archivi digitali? Sono ben più estesi labirintici e di quelli fisici, che sono limitati dalla capienza di armadi e scantinati.
    Ogni tanto navigo il passato in una direzione casuale e ne tiro fuori qualcosa, ma metterci ordine sarebbe un’impresa tale da occupare tutto il futuro. Che è meno interessante del passato, è vero, ma penso debba avere i suoi spazi.
    E poi, il passato vuole davvero essere ordinato? O ha una sua vita propria in cui i vecchi noi conducono esistenze sconosciute?

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    1. Eh, bella domanda!
      Infatti non sono riuscita a fare un vero ordine, ho fatto solo ciò che meglio ho potuto nel giro di un mesetto, dedicandomici un po’ ogni tanto, tirando fuori il meglio possibile… e nell’ultima parte ero stufa e sicuramente ho buttato troppo 😂 Ma ero un po’ facilitata dal fatto che ogni lustro o decade circa lo faccio, quindi non avevo così tanta roba 😅
      Ogni tanto ho bisogno di fare spazio, e il raptus parte prima ancora dagli armadi, ormai ho pochissimi abiti 😂
      Il repulisti digitale invece un po’ me l’hanno fatto i pc e hard disk rotti nel corso degli anni, quando non avevo ancora scoperto la magia del cloud, almeno per le cose più importanti… e a livello di computer non ho tantissimo e le cose nuove le cerco di tenere in ordine da subito, almeno un po’…
      Però sì, ha senso una operazione del genere se fatta sapendo che non sarà mai definitiva, e non standoci troppo… ossia: va bene il passato, ma finché non logora (troppo, e più di quanto già non faccia) il presente! 😀

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      1. Io tendo a vedere il passato come una cosa autonoma, gli lascio la sua vita. Vecchi cd e dvd di backup, ammesso siano ancora leggibili, non occupano troppo spazio fisico. Non me ne curo, salvo sporadici viaggi esplorativi. La selezione è già stata mentale scegliendo o costruendo i ricordi. Non sarà certo una vecchia foto a dirmi la verità su cose che non ci sono più e non erano veramente vere neanche quando erano presenti.

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      2. Vero!!
        Infatti a ciò che ho ritrovato do valore solo di mero documento casuale, e con distacco… perché in pratica non sono nemmeno cose fatte “da me”! Sono belli come oggetti trovati e sopravvissuti, anche in base al criterio con cui nel presente scelgo cosa tenere, in base ai miei gusti estetici di ora. Se avessi fatto questa selezione in un altro momento, avrei scelto altro… quindi forse per me la cosa più interessante a livello di presente è questa!

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  10. Il senso.
    Non è l’inizio. Non è la fine.
    Non il passato. Non il futuro.
    Il percorso. Il presente.
    L’attimo vero, ma sfuggente

    Che come aria non riusciamo a vedere.
    Come fuoco, non riusciamo a toccare.
    Come acqua, non riusciamo ad afferrare.
    Come terra, non riusciamo a sostenere.

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