Tra Yin e Yang

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Elementi del collage: immagine da un libro di scienze degli anni ’70 e parole da un numero di Cosmopolitan di dieci anni fa, nell’annuncio ai lettori da parte della direzione di una rubrica.

Tra Yin e Yang, come avevo già accennato da qualche parte, sono sempre stata decisamente più Yin. C’è sempre stato in me, fin da bambina, un vago sgomento per la vita, anche se giocavo e mi divertivo. Poi in alcuni periodi, incontrollato, non capito, è diventato depressione e apatia, ma quel senso di punto di domanda non mi abbandona mai. Da tetraggine è ritornata soprattutto ad essere una curiosità.

Mi fa tanto, tanto strano pensare all’essere umano. Una cosa che va, che procede, stando sopra a due cose ritte ma pieghevoli, dette gambe. Poi ci sono altre cose, ossia gli animali, con numerosissime varianti, che anche loro (non tutti però) hanno le gambe, ma le loro vengono chiamate zampe. E via via con tutto, le braccia, il busto, le orecchie, il naso… che cos’è un naso? Perché non abbiamo due nasi? E perché due occhi e non uno? Perché tutte le parti sensoriali stanno nella testa? Perché non ci riproduciamo sovrapponendo le ascelle? Cos’è la testa? È la forma umana, che più di tutto mi sconvolge.

Poi mi sono sempre chiesta, e anche questo mi ha fatto sempre tanto strano: perché l’uomo per vivere ha continui bisogni? Continue missioni? È come un videogioco di simulazione. Ogni giorno deve lavarsi perché si risporca. Perché? Come è possibile? Come fa a essere vista come una cosa normale? Già gli animali poi non si sporcano, o stanno bene nella sporcizia. Alcuni rotolano allegramente nel fango, come gli ippopotami. Anche la forma degli ippopotami, per dirne una, meriterebbe un trattato grande minimo quanto l’Ulisse di Joyce. PERCHÉ esistono, e sono così? È il concetto che è assurdo. Non torna. È straniante.

Poi l’uomo deve mangiare, sennò non funziona. Ogni giorno deve trovare da mangiare, e non può mangiarlo tal quale, no, deve cucinarlo, avere voglia di vivere abbastanza per cucinarlo. E deve avere anche una cucina, o un branco che gliela fa usare, o che cucina per lui, o degli utensili detti soldi per averlo già cucinato. E via dicendo col vestirsi, col dormire, e col fare tutte le altre cose indispensabili richieste all’uomo moderno. Ma anche quello antico era bello impegnato. E l’uomo europeo può considerarsi già ampiamente fortunato.

E come si fa a fare tutte queste cose? Come si può trovare energia sincera, motivata, non da circo, non cinica, per esistere? Come faccio a lavarmi, intendo lavarmi come se niente fosse, se non so nemmeno cosa sono? Cosa mi ha creata? Da dove vengo? Dove andrò? Perché sono sulla Terra, se non ci devo restare sempre? A cosa servo? Cos’è l’uomo? Qual è la sua funzione? Era per questo che mi deprimevo. Ora non è che non mi deprima, semplicemente cerco di trasformare questa cosa in ispirazione, o curiosità da circo, appunto. Ma per me niente sarà mai facile o ovvio come bere un bicchier d’acqua. Se non so nemmeno perché dobbiamo bere.

Mi ricordo una mia compagna di scuola, non di classe perché era nella sezione B, mentre io ero nella A. Era la bambina più spettinata e scapestrata, ed era sempre un po’ per conto suo, o comunque non nel mio gruppetto. Era decisamente più una Yang. Una volta, durante un intervallo tra due lezioni, si è messa davanti al mio banco in prima fila e ha semplicemente chiesto, non necessariamente a me: “Ma io, cosa vivo a fare?”.

Forse lo ha chiesto anche un altro paio di volte ad altri bambini in prima fila, anche se nessuno le ha dato peso. E lo chiedeva come per voler avere una risposta precisa, come se stesse chiedendo un’informazione stradale. Era abbacchiata, ma non era solo come un lamento o altro. Voleva davvero sapere, cosa viveva a fare. Io la ricorderò sempre. Non siamo mai diventate amiche, ma ogni tanto la incontro in giro e ci salutiamo. È molto bella. Ancora adesso non saprei rispondere alla sua domanda.

yinyang
Yin e Yang secondo Wikipedia

 

41 Comments

      1. Sapessi le mie di ispirazioni 😂

        Vabbè, tornando seri (seeeeeh), io penso che se siamo fatti in una certa maniera invece che in un altro modo è per farci adattare all’ambiente che ci siamo fatti. La natura ci ha creati così e l’evoluzione ci ha plasmati.

        Lo stesso vale anche per gli animali, è l’ambiente a dare forme, colori, funzioni, dimensioni ecc. ecc. per poter vivere e sopravvivere in esso 🙂

        Sui restanti dubbi ti farò sapere tra qualche decennio che ci penso sopra con calma 😁

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      2. Ahahah xD
        Anch’io ho una sezione di ispirazioni discutibili, farò un articolo a sé! xD
        Però infatti, secondo me sia tu con la logica dell’inutilità di pensare a certe cose, sia io col buttarmici a capifitto, facciamo in realtà la stessa cosa, cioè seguire le nostre inclinazioni… ed è la cosa più importante!

        Interessante poi il concetto dell’adattamento… e confermo, in effetti pensare a queste cose, e poi anche scriverle, considerando i mezzi che ho a disposizione è tra ciò che più mi “serve” per la sopravvivenza, mentale e di conseguenza generale, per quanto possibile!

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      3. Visto? Senza saperlo abbiamo scoperto di essere Yin e Yang 😀

        Ognuno di noi si adatta con quello che ha a disposizione, o a cui tiene di più, e questo ci distingue da tutti gli altri 7 miliardi di esseri umani nel mondo. Perché anche se si possono trovare tante persone con gli stessi gusti e interessi, nessuna li avrà mai identici al 100% con le restanti.

        E qui parte un altro viaggio mentale 😄

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  1. Non ce n’è, amo il tuo blog, sei tu in tutte le tue sfaccettature. Questo articolo è bello e profondo, quante domande che mi sto ponendo! Comunque penso di essere un tipo yang,per questo siamo sempre andate d’accordo, ci completavamo :-))
    Però devi dirmi CHI è la bambina!

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  2. Quando il nostro amico Franz Kafka appunta nel suo Diario (19 giugno 910): “Dormito, destato, dormito, destato, vita miserabile”, indica una delle conseguenze del non saper gestire costruttivamente la dialettica tra Yin e Yang. E ne chiarisce anche il motivo che consiste nei “ributtanti movimenti dell’inconscio intrigante”. E Jung, di rimando: “In realtà l’uomo ha scoperto una cosa sola: che alle proprie immagini non ha riflettuto ancora affatto. E quando comincia a riflettervi, lo fa con l’aiuto di ciò che egli chiama ‘ragione’, ma che in realtà non è altro che la somma delle sue prevenzioni e delle sue miopie”. dal che risulta che il senso di Yin e Yang non può essere colto con puntuali (quanto inutilmente sterili) paradigmi interpretativi di natura puramente razionale. Dobbiamo, al contrario, abbandonarci al fascino dell’immaginario. Che ne pensi…?
    Dimenticavo: grazie del tuo commento all’articolo sui giovani detenuti.

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    1. Grazie a te!! Adoro sia Kafka che Jung! E credo che i loro punti di vista siano più simili di come sembri, perché Kafka nel semplice scrivere ciò, apre mondi…
      Anch’io quando penso a queste domande, le vedo sì come un gioco mentale, ma per me sono allo stesso tempo proprio un volo dell’immaginazione perché mi fanno stupire di quante cose non sappiamo, portandomi in una dimensione sospesa, tutt’altro che meramente razionale! 😀

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  3. Le tue domande cosmiche… mi danno la misura di te, del tuo essere curiosa ma visiva, escatologica ma non ermetica, volatile ma tangibile.
    L’accoppiamento tramite sfregamento d’ascelle farebbe presumere a un impollinamento tramite pollution, nel senso di inquinamento causato da alta possibilità di igiene sommaria. Meglio the missionary position, e almeno un quesito lo abbiamo risolto.
    Ti lovvo, genia:*

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    1. Grazie cara, che bello che percepisci ciò *-*
      Ahah oddio, è vero, ecco perché non funziona tramite ascelle… sono troppo esposte!! 😂 In estate si creerebbero dei picchi di sovrappopolazione mai concepiti… e già siamo abbastanza, direi 😅
      Geniale ahah 😂😂😂
      ❤😘❤

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    1. Concordo!! 😊 Infatti mi piace pormela come un gioco, col cuore in pace sul fatto che tanto non sapremo mai…
      Ma 42 è forse la risposta più vicina alla verità!! 😂😂😂🔝
      Grazie… per tutto il pesce! 😅💕

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    1. Già! Non sono domande da poco… se avendo cranii simili (umani e scimmie) funzionano entrambi i tipi di naso, perché ne esistono due diversi? E perché poi ogni umano ha un naso diverso tra i nasi? 🤔

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