La betulla

dav

Perché è mio proprio quest’angolo di mondo?

Forse non sono che la continuazione di uno spirito.

 

Guardando dalla finestra dove guardo sempre

oltre la zanzariera sempre fissa, che sembra

di guardare tutto da uno schermo

vedo la betulla che torna verde,

gli abeti rimasti e i bidoni della spazzatura

colorati come piccoli mondi:

bianchi, verdi cupo, marroni, gialli, grigi…

E mi chiedo come mai sia in questo mondo,

proprio in questo, con questo frammento davanti.

Perché è mio proprio quest’angolo di mondo?

Perché sono propria di quest’epoca,

con queste facce, in questo punto della cartina

tra le innumerevoli città, come una manciata

di stelle? Perché un’epoca dove posso scrivere

con una penna automatica o uno schermo?

Cosa (tras)porto dentro?

Forse non sono che la continuazione di uno spirito.

Non avrei senso altrimenti, se non per

proseguire uno stato, una visione

che sarà stata d’altri, al posto mio,

prima di me, in posti come questo, ma diversi.

cestinfior
Elementi del collage: immagine dai fascicoli ritagliabili dell’enciclopedia per ragazzi “Il libro delle mie ricerche” e parole ritagliate da libri vari di letteratura e biologia.

 

50 Comments

  1. I colori scelti per la raccolta differenziata sono emblematici del mistero delle scelte umane: va bene scegliere il colore bianco per il bidone della carta, lo capisco; ma perché azzurro per il vetro e il pattume metallico, verde per l’organico e nero per l’indifferenziata? E con quali criteri all’altro lato della strada hanno scelto colori diversi?

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    1. Vero?
      Mi piacciono i bidoni, ma in effetti perché quei colori?
      Da me sono bianco per carta, verde per vetro (ci sta, verde bottiglia), marrone per umido (ci sta, color concime), però poi giallo per plastica e lattine e grigio per secco… perché? Io la plastica l’avrei fatta rosa Barbie 😄
      E perché alcuni posti fanno vetro+lattine e altri plastica+ lattine?

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      1. Sulla tipologia dei materiali raccolti insieme immagino nella mia ignoranza che la scelta dipenda dai processi di separazione dei rifiuti.
        Sui colori non ho ipotesi. Non mi pare che la plastica sia spesso gialla e nemmeno le bottiglie sono più spesso azzurre o verdi, credo. Per esempio le birre di molte marche sono in bottiglie marroni.

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      2. Sì è vero, di giallo c’è poco! È il colore meno presente… e sulla divisione, perché non c’è una usanza unica? Mi immagino le varie riunioni per decidere queste cose 😀

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      3. C’è stata anche tutta una serie di gadgets di Mr. Nesquik. Ad esempio una slot machine in cui non vincevi niente, ma non perdevi neanche niente. Visto oggi sembra irritante, ma parecchi infanti ci sono rimasti sotto.

        Niente di trascendentale, ma sempre meglio delle soprprese dell’uovo Kinder.

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      4. C’è la slot machine con tutto quanto (fuxia) e nella slot escono pere, meline, fragole…
        E sotto c’è uno spazio per il temperino!
        I Masters si stanno rovinando a quella slot!

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      5. Fu una leggerezza o un piano deliberato la tolleranza che le istituzioni mostrarono nel consentire alla multinazionale francese di iniziare un’intera generazione al vizio dell’azzardo? Purtroppo mi chiedo se per interesse di pochi non sia stato sacrificato l’equilibro mentale di tanta gente minorenne che avrebbe potuto crescere soltanto stupidotta, anziché scombinata nel metabolismo dei principali neurotrasmettitori.

        Quelli che amano citare citano spesso un politico italiano, il quale disse che a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca. Io me ne sbatto delle citazioni.

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      6. Anche alcune illogicità in Sailor Moon mi complicarono sicuramente la crescita!

        Oltre alla scena dei dinosauri morenti in Fantasia, che fu la pietra focaia principale del mio pessimismo cosmico!

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      7. Non ricordo quella scena. Anche i cartoni giapponesi che seguivo, però, offrivano spesso rappresentazioni di sfiga e tetraggine per nulla edulcorate. Apprezzavo di non essere trattato come uno sciocco cinquenne. Alla fine i traumi sono importanti. Basta non ritrovarsi eccessivamente drogati o ludopatici.

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      8. Lady Oscar un crescendo di traggedia, ma mitigata da sessualità fluida non troppo repressa. O almeno, così ricordo. Classico. Papà Gambalunga forse l’ho visto a pezzi, mi sembra sia venuto dopo e non lo ricordo molto bene. Penso che lo hai egregiamente riassunto però. Che sagome sti autori Giapponesi!

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      9. Io invece ricordo di più papà gambalunga (anche da prima di rivederlo) perché ero più piccola quando c’era lady oscar… comunque sì, la storia è quella! 😀
        Ho visto anche il film, ma lì la ragazzina almeno è più grande, nel cartone secondo me l’hanno fatta più piccola per far immedesimare noi bambine!

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      10. Mi sembra che in seguito i cartoni animati si siano appiattiti, o sia prevalsa la mentalità di scuola disneyana. Però non li guardavo più. Quindi non so su che base credo quello che credo. Di sicuro, i cartoni che mi piacevano mi piacevano ed erano gloriosi e pieni di cose altrimenti tabù.

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      11. Vero, ora quel poco che ho visto mi sembra pensato per bambini più stupidi e da non turbare in alcun modo… col risultato di un piattume unico!
        Erano belli, e restavano impressi, proprio per le cose tragiche o tabù! 😀

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      12. Noto ora che Mr. Nequik a livello fisico anticipa parecchio Spongebob. Il quale, scopro, ha anche dei collegamenti con il Nesquik.

        Insomma, credo che Mr Nesquik non sia morto, o forse sì, ma sia comunque tornato per riprendersi il maltolto. Fossi il coniglio marrone temerei per le mie chiappe.

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  2. Ora ti dirò una cosa personalissima, quasi me ne vergogno.

    Quando l’anno scorso mi trovai davanti alle cascate del Niagara, vedendole, dissi a me stesso “mamma, le guardo per te, gli occhi sono i miei, ma spero le possa vedere tu”.
    A mia madre sarebbe piaciuto.

    “Forse non sono che la continuazione di uno spirito”
    L’ho pensato anch’io in quel momento.

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