Il bambino sperimentale puro

In un deserto c’è una base sotterranea dove è stato predisposto un esperimento della durata di anni: il progetto Bambino Sperimentale Puro.

C’è un bambino che è stato creato in vitro, scegliendo dei donatori a caso, forse con madre vera-incubatrice.

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Non è chiaro ma nemmeno importante, poiché anche se così fosse il bambino non avrebbe mai visto la madre nemmeno per un secondo. Anche i medici alla sua nascita erano completamente coperti da un telo nero, dove spuntavano solo le loro mani guantate.

Il bambino sperimentale puro non ha mai visto un essere umano, questo è il fulcro del progetto.

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Il bambino è stato cresciuto sempre artificialmente, con nutrimento prima via flebo, poi con robot quasi invisibili e dalla forma indefinibile – certamente non antropomorfa.

Il bambino vive in una stanza quadrata, con temperatura media stabile e luce al neon. Le pareti sono blu scuro e le finestre non ci sono, l’aria entra da filtri e il bambino non ha mai visto il sole.
Ecco perché sarà così bianco. O forse no?

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Il bambino non ha mai parlato a nessuno, e nessuno gli ha mai parlato.

Non ha mai visto la sua immagine, perché ovviamente non ci sono specchi, e come già detto non ha mai visto nemmeno vagamente una forma umana.

Ci sono telecamere che monitorano la sua esistenza, poste agli angoli della stanza. Ma nessuno al di fuori del progetto conosce i risultati, e non esistono sue fotografie.

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Il bambino sperimentale puro, naturalmente, non ha mai nemmeno potuto vedere un libro, qualsiasi immagine, qualsiasi video, né ha mai potuto udire suoni terrestri. E non ha giocattoli.

Che faccia avrà il bambino puro? Che espressione? Che pensieri? Che concezione di sé?

L’esperimento è questo: osservare come un essere umano può essere in assenza totale di stimoli visivi, mentali e psicologico-emotivi.

Avrà maturato un amore per la vita? Oppure la disprezza?

Ma soprattutto: avrà una mente pensante? Avrà emozioni?

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Considererà sé stesso come qualcosa, un’entità con un corpo? O saprà ben di più sulla natura umana?

Si porrà domande, se non ha il minimo appiglio per fare paragoni?

Saprà di esistere?

Crescerà, o resterà un bambino eterno?

Chi è il bambino sperimentale puro?

P.S.: Nessun bambolotto è stato maltrattato per questo servizio fotografico!

93 Comments

  1. Secondo le teorie umane, il bambino dovrebbe avere la memoria atavica del DNA umano, ma i condizionamenti dell’ambiente in cui cresce, perciò potrebbe vivere e crescere riconoscendo come suoi simili i robot che lo nutroni, anche se invisibili. Ricordi l’esperimento di Lorenz con le anatre?

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      1. Infatti evito di guardarli prima di dormire! 😨 Mi interessano ma sempre con le pinze, tanto nulla è provabile… Mi interessa più che altro il considerare cose misteriose 😊

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      2. Già, altrimenti mi addormento male o faccio sogni strani! Per dormire vanno bene cose leggere… Guardo un sacco di video di piatti dal mondo di cose che non potrei mai mangiare, mi piace troppo 😀

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      1. in pratica, mewtow è un pokémon creato sinteticamente (o partorito) attraverso mew dagli scienziati
        quindi fugge e cerca di trovare se stesso, perke sente di non appartenere a nessuno dei due mondi

        grande film, grandi lacrime nello scontro finale

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  2. Userà i sensi che può usare per stabilire i limiti del suo corpo e del suo mondo, in un certo senso saprà come è fatto, godrà dell’omeostasi, piangerà e si lamenterà per i suoi dolori e malanni, perderà moltissime abilità, non potendo usare la vista, sarà praticamente cieco, l’olfatto gli rimanderà l’odore del suo corpo, dei suoi escrementi, conoscerà il sapore del suo cibo… altro non immagino se non che sarà un povero esserino incompleto, il bambolotto di unoscienziato pazzo…

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      1. Sono cose che ho studiato oltre 30 anni fa e non ricordo più nessun esperimento in particolare, ma ricordo solo l’impressione di cinismo data da certi esperimenti di psicologia sociale o con animali.

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  3. Un esperimento del genere creerebbe, a mio parere, un essere vivente non-umano.
    Umano solo nella forma, ma non nel pensiero. Perché il pensiero si sviluppa con le percezioni e gli stimoli esterni, oltre che per “imitazione”.

    Inquietante (l’avevo già detto, lo so)

    🙂

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      1. 😁😁. Barbie lo adotterà? Diventerà madre? Se sì, speriamo che il bimbo non la scambi per qualcuno dei robot che lo nutrivano: nel caso dovesse farsi qualche altro ritocchino il bimbo vedrebbe uscire la madre con una faccia e tornare con un’altra e potrebbe scambiarla per uno dei robot dalla forma indefinita. Il Dottor Coniglio si sfregherebbe le mani, 😁😁: dopo la madre sarà anche il bimbo ad aver bisogno dello psicologo…

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      2. Ahah 😂😂 no no, le farò fare una normale maternità, solo il modello in foto sarà lo stesso, ma con Barbie avrà una trama sua!
        Ma è geniale anche l’idea che possa adottare proprio quello del racconto… Il dottor coniglio diventerebbe ancora più ricco! 😂😂😂

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  4. THX. Acronimo di grazie. Ma anche un sistema di controllo audio celeberrimo inventato dal regista Lucas. Ma ancor prima, THX 1138, film dello stesso Lucas preconizzatore dell’alienazione umana. Fra poco, nel 2011, celebreremo il decennale di questo grande film. Ho già pronta una delle mie copertine. La saluto caramente. 😀

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  5. Idea e relativa realizzazione fotografica magnifiche. Più che agli interrogativi scientifici ivi posti, questo esperimento m’induce a considerare la ridicola assurdità di tutto ciò che si compie perdendo di vista il buon senso e l’amore. Mi conduce a pensare alla disumanizzazione, non tanto del bambino, ancora sospesa ed incerta, ma a quella, già avvenuta, degli scienziati che hanno concepito l’esperimento. Ed ancora: il cibo. Si affezionera` al cibo. Penserà e ragionera` grazie ad esso, per quanto amorfo ed insapore immagino possa essere. Ma è l’unica alterita` visibile in relazione al sé. Il cibo sarà lo spiraglio per uscire dalla purezza e sterilità sperimentale. Mio modesto parere. 😊 Grazie, cara Sara.

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    1. Ciao cara! Scusa il ritardo, era qualche giorno che non passavo… Grazie mille! La tua interpretazione è perfetta, e il concetto che la vera disumanizzazione sia degli scienziati piuttosto che del bambino è illuminante! Vero anche il discorso sul cibo: per quanto potrà essere chimico sarà comunque la cosa più umana che avrà nella sua vita.

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