La cucina aliena

muffe half
Immagine del collage: fascicoli ritagliabili dell’enciclopedia per ragazzi “Il libro delle mie ricerche”
Parole: libri vari, doppi o rovinati, di letteratura e scienze.

Straniante. Poco fa pensavo che se dovessi trovare un aggettivo in assoluto da dare alla vita, sceglierei proprio questo: straniante.

Non è una sensazione negativa. Solo strana.

Come quando alla sera tardi, prima di andare a dormire, entro per un momento nella cucina dormiente. I piatti lavati, i pasti ormai lontani dai pensieri, la laboriosità di quell’ambiente ormai placata sotto il mantello polveroso del sonno.

Sembra un altro pianeta, un luogo alieno. Non casa mia. Con la luce tonda a neon, che inverdisce le piastrelle color senape come fosse una strana sabbia d’oltre sistema solare.

Un luogo senza senso, che diventa assurdo, senza le sue funzioni al centro del mondo.

È in casi come questo che mi viene “quella cosa”, come da anni mi viene. Di vedermi per un attimo, nella mente, come se non mi fossi mai considerata. Come se piombassi per la prima volta nelle consuetudini di questa vita, della vita di questa abitante della Terra che si chiama Sara Provasi.

Con questa faccia qui, che va a dormire circa alla tal ora, che le piace questo e non quello, che non sa nuotare, eccetera. Che quello là nell’altra stanza è suo padre, e così via. Con la sua coscienza di sé.

E mi sembra straniante soprattutto questo, il ricordare tutto d’un colpo il mare di cose “mie”, di flussi di pensieri “da me”, i miei crucci e preferenze. Che in questa casa ci sono esattamente tot mobili, con esattamente tot oggetti dentro, ognuno con una storia sua.

Poi ci sono alcuni luoghi sconosciuti anche nella casa, che non sondo da tempo, come piccoli crateri spenti.

Ma cosa significa mio?

Tutto questo è durato finora un micro secondo.

Alla fine vedo nella mente la Terra, e immagino quanti altri miliardi di versioni di persone esistano, ognuna con le sue abitudini, preferenze, orari, eccezioni. Centinaia per ogni isolato, ognuna una luce accesa nella sera.

Quando ero piccola, prima di dormire, io e mia mamma guadavamo le case e vedevamo quante luci delle finestre erano accese, e notavamo quelle che si spegnevano. Stavamo alla finestra o sul balcone. Mi sembrano passati millenni, ere, roba da dinosauri ritornati e ri estinti.

E mi chiedo se e quando anche tutto questo di ora mi sembrerà una città dalle rovine per gli archeologi. Queste mura della cucina senape, e tutto il resto.

Ogni quanto si cambia vita? Ogni quanto si muore?

Ogni quanto si va tra le stelle a guardare la vita da lì?

Forse quando si muore si vede tutto così? Oppure lo vedo ora in questi flash… né flashback né flash forward. Flash come da un punto di vista parallelo.

Se tutte le ere sono parallele, allora forse esistono tutte contemporaneamente.

Forse me lo dico per stare meglio nello straniamento. Ma mi sembra plausibile. Non si tratta di tempo lineare, sono come blocchi che fluttuano in uno spazio.

Se da una cucina aliena è umanamente possibile vedere la Terra dentro, allora forse anche questo è possibile.

 

30 Comments

  1. Sara…Sara …sara. Che brava che sei, che emozioni e che paralleli. Hai presente la sensazione di leggere una cosa e di desiderare di averla scritta oppure l’idea che la pensavi e non la sapevi scrivere. Sei come una favola che decidono di narrarti mentre ti stai assopendo perdendoti nel sonno…sei ancora sveglio per sentire e sei teneramente libero dal peso del giorno per viverti quel momento. Più leggo di te più ne apprezzo lo stile narrativo, più ne apprezzo i concetti filosofici più ne ammiro la profondità dei contenuti. Sei un magnifico palcoscenico da allestire di cui ti danno opportunità di crearne una scenografia… Grande qualità di uno scrittore puoi adattarti a tutti. Bravissima e per favore scrivi sempre perché sei una bellissima letrura.

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    1. Che meraviglia, grazie Francesco *–*
      Certo che continuo, poi mi dai tanta motivazione! 😊
      Sto meglio se mi esprimo, e sono felice che possa arrivare tanto il mio messaggio… sicuramente in ciò è anche merito tuo, lo credo fermamente!
      E col tempo ho capito che se si scrive o crea qualcosa non è solo un piacere quanto prima ancora un dovere condividerlo! 😊
      In nome di ciò sto selezionando scritti vecchi dai quaderni che ho usato quando ero in crisi creativa negli anni scorsi e non condividevo nulla… appena metto in ordine i miei preferiti, li pubblico un po’ alla volta! 😊

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      1. Non è motivare è apprezzare un artista ( concedimi il termine ) che unisce a mio modo di vedere alcune modalità classiche ad una visione evoluta della letteratura. Ti ho già detto che hai un linguaggio tutto tuo e un modo di usarlo interessantissimo la conoscenza della lingua fa il resto. Ti garantisco che la tua conoscenza è evidente e la creatività con cui la sviluppi è originalissima. Adesso se siamo qui è perché ci piacere leggere scrivere e curiosare – amiamo le parole e a differenza di altre forme di arte le parole se sono belle e uniche non le puoi non considerare. Leggo tante persone qui e altrove perché mi piace sempre scovare da tutti la grandezza per una questione di scoperta e miglioramento. Tutti possono scrivere questo è libero ma pochi possono strapparti un interesse e farti intuire nuove forme. Io sono il fan zero

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      2. Bellissimo!! 😀🌷🌺🌸😊
        È vero, siamo qui principalmente per lo scambio! Anche a me piace cercare punti di vista sempre nuovi e belli, e al contempo nello scambio trovo nuove idee!
        È proprio un piacere trovarsi qui 😊🌈

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  2. Considerata la direzione per arrivare alla “base lunare” e considerato che Ajahn Chah diceva che tutti vedono il cibo prelibato quando “entra”, ma nessuno ci pensa (alla prelibatezza) quando “esce”; considerata la natura del tutto illusoria dell'”Io” e del “Mio” (che qua fa capolino), direi che siamo nella giusta direzione.

    Ora in tutto questo quello che non riesco a collocare è la saggezza delle muffe O_o Ma di questo se ne può prendere atto e ragionarci poi.

    Ma in linea di massima direi che ci siamo!
    (…la base lunare… in effetti… XD)

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    1. Bellissimi i paragoni vari! 😂👌
      Sì, il senso era quello del “dal piccolo al grande”, “come in basso così in alto” ecc.. e nello specifico ho immaginato i puntini di muffa sul muro come puntini di una mappa… per la luna! 😁

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      1. Aaaah quindi sono puntini di una mappa da seguire tutti gli schifi che ci sono qui a Gratosoglio. E io che pensavo fossero cose brutte! Invece mo li seguo e ci trovo un premio alla fine!! 😀

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    1. Ahah, forse ti è andata meglio a essere Il Palombaro 😂 la mia è una vita ansiosa 😅
      Mi fa piacere che ti sia piaciuto il collage! 😊
      E sono anche pro “percepire senza capire”, ma il concetto era quello del “come in alto, così in basso”, e nello specifico l’idea era che i puntini della muffa sul muro indicassero una mappa… quella appunto della base lunare! 😀🌚🌝

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  3. Io a volte tento di usare la “astrazione” per staccarmi con la mente dalle cose concrete e vedere il tutto (me compreso) da un punto di vista del tutto estraneo e differente. Mi serve in particolare quando magari sto male o sono agitato, ma devo dire che questo “astrarmi” non funziona a comando, ma solo in particolari situazioni di riflessione.

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    1. Vero, è utilissimo! E concordo anche sul fatto che non sia una cosa da poter fare a comando! Certo, se ci penso torno a quel tipo di visione, ma quando è spontanea è più potente!
      Sei fortunato che ti venga facilmente se sei in difficoltà, lì è dov’è più utile! Invece a me viene più facilmente quando per un momento ho la mente sgombra o sono tranquilla 🙂

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  4. Stesse tue sensazioni.. e anche io guardavo,e guardo tutt’ora, le finestre accese delle case immaginando chissà quali vite.. a volte invece mi succede di immaginarmi in un film, guardare la scena da fuori come un regista. Vedere che effetto fa….

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    1. Proprio così!! L’hai spiegato benissimo *-*
      Oppure mi capita con le persone che incontro in giro o sui mezzi, in base ai loro dettagli e caratteristiche immagino come potrebbero essere le loro vite 😊

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  5. Vado dicendo da anni che i neon sono verdi e questo articolo lo conferma inequivocabilmente

    Lo straniamento è esternalizzazione, credo. Unito all’oblio è fantastico. Mi piace, ma a un certo punto bisogna tornare perché suona il telefono o il latte si rovescia dal pentolino. Non so se c’entra, ma a volte ho sognato di vedermi da fuori e anche di muovere il mio corpo immobile, sempre da fuori.

    I collage sono virtuali o realizzati con frammenti fisici?

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    1. Il bianco del neon vira sicuramente al verde! 😀
      Il vedermi da fuori mi capita solo come pensiero astratto appunto, non mi è mai capitato di sognarmi “proprio” da fuori… ma ad alcuni capita.. è piacevole o inquietante? :0
      I collage sono rigorosamente fisici! 😀

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      1. Sono misteriose le ricorrenze nei sogni! Poi si fanno quando meno ci si pensa…
        Una cosa che mi succede con i sogni che riesco a ricordare, è che a volte, mentre faccio delle cose, dal nulla me ne tornano in mente frammenti, anche di sogni vecchi. Oppure nel dormiveglia serale mi vengono dei ricordi del sogno della notte precedente, in caso di sogni che mi abbiano colpita! Ma ultimamente non mi sta capitando 🤔

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